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	<title>Notizie Archivi | Santuario di Scaldaferro</title>
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	<description>Il Santuario della Madonna Salute degli Infermi</description>
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	<title>Notizie Archivi | Santuario di Scaldaferro</title>
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		<title>SMI informazioni</title>
		<link>https://santuariodiscaldaferro.org/smi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Cirelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 10:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>notiziario mensile dei marianisti d&#8217;Italia LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET Papa Francesco Angelus 28 dicembre 2014 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! In questa prima domenica dopo Natale, mentre siamo ancora ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"><em>notiziario mensile dei marianisti d&#8217;Italia</em></mark></strong></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://santuariodiscaldaferro.org/wp-content/uploads/2025/10/SMI-2025-n-10-ottobre.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di SMI 2025 n 10 ottobre."></object><a id="wp-block-file--media-7d268f3a-10a6-4052-a6bb-d13116683f49" href="https://santuariodiscaldaferro.org/wp-content/uploads/2025/10/SMI-2025-n-10-ottobre.pdf">SMI 2025 n 10 ottobre</a><a href="https://santuariodiscaldaferro.org/wp-content/uploads/2025/10/SMI-2025-n-10-ottobre.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-7d268f3a-10a6-4052-a6bb-d13116683f49">Download</a></div>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Papa Francesco Angelus 28 dicembre 2014</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prima domenica dopo Natale, mentre siamo ancora immersi nel clima gioioso della festa, la Chiesa ci invita a contemplare la Santa Famiglia di Nazaret. Il Vangelo oggi ci presenta la Madonna e san Giuseppe nel momento in cui, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, si recano al tempio di Gerusalemme. Lo fanno in religiosa obbedienza alla Legge di Mosè, che prescrive di offrire al Signore il primogenito (cfr <em>Lc</em> 2,22-24).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo immaginare questa piccola famigliola, in mezzo a tanta gente, nei grandi cortili del tempio. Non risalta all’occhio, non si distingue… Eppure non passa inosservata! Due anziani, Simeone e Anna, mossi dallo Spirito Santo, si avvicinano e si mettono a lodare Dio per quel Bambino, nel quale riconoscono il Messia, luce delle genti e salvezza d’Israele (cfr <em>Lc</em> 2,22-38). È un momento semplice ma ricco di profezia: l’incontro tra due giovani sposi pieni di gioia e di fede per le grazie del Signore; e due anziani anch’essi pieni di gioia e di fede per l’azione dello Spirito. Chi li fa incontrare? Gesù. Gesù li fa incontrare: i giovani e gli anziani. Gesù è Colui che avvicina le generazioni. E’ la fonte di quell’amore che unisce le famiglie e le persone, vincendo ogni diffidenza, ogni isolamento, ogni lontananza. Questo ci fa pensare anche ai nonni: quanto è importante la loro presenza, la presenza dei nonni! Quanto è prezioso il loro ruolo nelle famiglie e nella società! Il buon rapporto tra i giovani e gli anziani è decisivo per il cammino della comunità civile ed ecclesiale. E guardando a questi due anziani, questi due nonni – Simeone ed Anna –salutiamo di qua, con un applauso, tutti i nonni del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio che proviene dalla Santa Famiglia è anzitutto un messaggio di <em>fede</em>. Nella vita familiare di Maria e Giuseppe Dio è veramente al centro, e lo è nella Persona di Gesù. Per questo la Famiglia di Nazaret è santa. Perché? Perché è centrata su Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando genitori e figli respirano insieme questo clima di fede, possiedono un’energia che permette loro di affrontare prove anche difficili, come mostra l’esperienza della Santa Famiglia, ad esempio nell’evento drammatico della fuga in Egitto: una dura prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Bambino Gesù con sua Madre Maria e con san Giuseppe sono un’icona familiare semplice ma tanto luminosa. La luce che essa irradia è luce di misericordia e di salvezza per il mondo intero, luce di verità per ogni uomo, per la famiglia umana e per le singole famiglie. Questa luce che viene dalla Santa Famiglia ci incoraggia ad offrire calore umano in quelle situazioni familiari in cui, per vari motivi, manca la pace, manca l’armonia, manca il perdono. La nostra concreta solidarietà non venga meno specialmente nei confronti delle famiglie che stanno vivendo situazioni più difficili per le malattie, la mancanza di lavoro, le discriminazioni, la necessità di emigrare… E qui ci fermiamo un po’ e in silenzio preghiamo per tutte queste famiglie in difficoltà, siano difficoltà di malattia, mancanza di lavoro, discriminazione, necessità di emigrare, siano difficoltà a capirsi e anche di disunione. In silenzio preghiamo per tutte queste famiglie… (Ave Maria..).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidiamo a Maria, Regina e madre della famiglia, tutte le famiglie del mondo, affinché possano vivere nella fede, nella concordia, nell’aiuto reciproco, e per questo invoco su di esse la materna protezione di Colei che fu madre e figlia del suo Figlio.</p>
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		<title>Il lutto. Addio suor Elvira, madre dei ragazzi “difficili”. La lettera del vescovo</title>
		<link>https://santuariodiscaldaferro.org/il-lutto-addio-suor-elvira-madre-dei-ragazzi-difficili-la-lettera-del-vescovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Cirelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 16:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È salita al cielo la mattina del 3 agosto, a 86 anni, madre Elvira Petrozzi. Fondatrice della Comunità Cenacolo di Saluzzo, tra le ultime figure carismatiche legate al mondo delle ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>È salita al cielo la mattina del 3 agosto, a 86 anni, madre Elvira Petrozzi. Fondatrice della Comunità Cenacolo di Saluzzo, tra le ultime figure carismatiche legate al mondo delle dipendenze.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://santuariodiscaldaferro.org/wp-content/uploads/2023/08/suor-elvira.jpg" alt="Madre Elvira" class="wp-image-998" width="325" height="216" srcset="https://santuariodiscaldaferro.org/wp-content/uploads/2023/08/suor-elvira.jpg 1024w, https://santuariodiscaldaferro.org/wp-content/uploads/2023/08/suor-elvira-300x200.jpg 300w, https://santuariodiscaldaferro.org/wp-content/uploads/2023/08/suor-elvira-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /><figcaption class="wp-element-caption"><sup>Madre Elvira &#8211; Comunità Cenacolo [fonte: avvenire.it]</sup></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarla, almeno una volta, suor Elvira (o madre Elvira, come voleva essere chiamata) era sorriso. E nella disperazione delle migliaia di famiglie che sono salite distrutte sulla collina di Saluzzo, nel Cuneese, dove aveva piantato il suo vessillo di speranza nella Comunità Cenacolo, quel sorriso era il primo segno d’umanità dopo anni di solitudine e di vergogna. La dipendenza d’un figlio – o d’un fratello, una sorella, una giovane mamma – dalla droga e dall’alcol, l’abisso della criminalità e della prostituzione, sono ferite strazianti di cui nel nostro Paese nessuno o quasi si prende cura. E sono sempre più profonde, <a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/droga-alcol-psicofarmaci-i-dati-choc-sui-consumi-dei-ragazzi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come appena qualche giorno fa hanno dimostrato anche i dati della Relazione al Parlamento</a>. Suor Elvira (al secolo Rita Agnese Petrozzi) , che ha chiuso gli occhi ieri mattina a 86 anni dopo una lunga malattia, a tanto dolore non s’è arresa mai. Lo vedeva, da ragazza, sulle strade della sua Sora, nel Frusinate, dov’è nata e cresciuta. Lo ritrovò prima fuori Torino, dove entrò in convento tra le suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, poi a Saluzzo. Era una seconda “chiamata”, quella che sentiva da quei volti scavati, da quei corpi buttati sulle strade. E nel luglio del 1983, quando l’eroina mieteva centinaia di vittime nel nostro Paese e nascevano le prime comunità legate a figure carismatiche cattoliche e laiche, le offrirono le chiavi per una villa diroccata sistemata sulla collina sopra il paese, di fronte al Monviso. Dove è nato e cresciuto il Cenacolo. Qui pubblichiamo la lettera che abbiamo ricevuto dal vescovo di Saluzzo, monsignor Cristiano Bodo, che la ricorda.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando salì sulla collina “San Lorenzo” di Saluzzo, suor Elvira aveva già fatto, da tempo, la scelta del Vangelo. In cuore suo ardeva un fuoco; nulla di nitido aveva in mente; bruciava soltanto del desiderio di abbracciare il mondo, il mondo dei poveri, degli ultimi, dei derelitti, degli scartati, di coloro che sciupavano la vita perché non ne trovavano il senso. Su quella collina è divampato un incendio; da quella collina si è propagato nel mondo. Dalla fragilità di una donna abitata dal Vangelo è sgorgata una sorgente di Misericordia; dalla fede semplice di una “povera” è nata una comunità di credenti nella risurrezione; dalla preghiera ostinata di chi non si è mai arreso alle difficoltà è venuta la provvidenza!<br>Coraggiosa e serena, prudente e intelligente, convinta che la Verità nulla deve temere, di se stessa suor Elvira aveva una percezione reale; conosceva bene la sua fragilità e questa, paradossalmente, è stata la sua forza, lo spazio della Grazia e dell’Amore che salva. E dell’Amore Madre Elvira si è fidata: ciecamente; all’Amore ha consegnato se stessa: totalmente; l’Amore, quello fatto di gesti concreti e non di belle parole, ha raggiunto il mondo contagiandolo di bene. Di Madre Elvira si può dire che è stata paziente e generosa, non ha fatto valere le sue doti, non ha mai agito per orgoglio, ha rispettato tutti; ha dimenticato i torti. Coloro che l’hanno incontrata hanno sperimentato concretamente la Carità. La Bontà di Dio era in lei; l’Amore di Dio era in lei; la Misericordia di Dio era in lei.<br>Plasmata dallo Spirito, si è offerta al Padre, in unione con Cristo, per condividerne l’obbedienza, l’umiltà, la fortezza. Con l’aiuto della Grazia ha intessuto un’autentica vita di fede, speranza, carità; ha irrorato le sue giornate di lavoro, di preghiera, di accoglienza, portando a compimento ciò per cui il Signore l’aveva creata. Rinnovata di giorno in giorno dalla sua stessa offerta e rivestita di bellezza, ora l’accoglie il Paradiso, dove contempla per sempre Colui che qui in terra ha amato e servito.<br>La comunità del Cenacolo è l’eredità che Madre Elvira ci lascia; è un miracolo che vive, di cui ella stessa si è sempre stupita. Vive la comunità: tra lo stupore di molti ancora increduli, tra la gratitudine di tanti toccati dalla Grazia, tra la gioia vera di chi si sente salvato. La comunità del Cenacolo è un miracolo che vive; è un dono da custodire, da conservare, da trafficare! Benedetta sia questa chiesa povera, questa chiesa di peccatori salvati, lavati dal perdono e dalla misericordia. Benedetta sia questa chiesa dalla fede adamantina e della provvidenza. Benedetta sia questa chiesa che suda e lavora, che prega in ginocchio e canta. Benedetta sia questa chiesa della tenerezza, che non giudica, ma accoglie. Benedetta sia questa chiesa di bambini e di famiglie, di laici e di consacrati, di apostoli e di missionari. Benedetta sia questa Chiesa!</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Viviana Daloiso, <em>Avvenire</em>, 3 agosto 2023)</p>
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		<title>La fede negata. Libertà religiosa, troppe violazioni</title>
		<link>https://santuariodiscaldaferro.org/la-fede-negata-liberta-religiosa-troppe-violazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Cirelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 16:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Su un grande monitor scorrono immagini a colori. È un terribile racconto della libertà religiosa negata. Di&#160;cristiani perseguitati.&#160;Di odio. Di violenze. Di discriminazioni. È un racconto che attraversa e scuote ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Su un grande monitor scorrono immagini a colori. È un terribile racconto della libertà religiosa negata. Di&nbsp;<strong>cristiani perseguitati.</strong>&nbsp;Di odio. Di violenze. Di discriminazioni. È un racconto che attraversa e scuote il Mondo: Pakistan, Afghanistan, Somalia, India, Cina, Nicaragua&#8230;. I numeri che si accavallano alle immagini sono impietosi. 28 Paesi sono cerchiati in rosso: allarme altissimo. 33 in arancione: allarme alto. E in 47 Paesi di questi 61 la situazione negli ultimi due anni è peggiorata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora su quello stesso monitor compare<strong>&nbsp;Giorgia Meloni.</strong>&nbsp;«La libertà religiosa è un diritto naturale e precede ogni formulazione giuridica, perché è scritto nel cuore dell&#8217;uomo », ripete la premier. C’è silenzio. Nella sala dell’Ambasciata italiana presso la Santa Sede si presenta l’ultimo rapporto di&nbsp;<strong>“Aiuto alla Chiesa che soffre”&nbsp;</strong>sulla libertà religiosa nel mondo. 800 pagine per fare i conti con gli orrori delle persecuzioni. Per riflettere. Per superare l’indifferenza. Meloni arriva al punto: «Un diritto naturale che, purtroppo, viene ancora oggi calpestato in troppe Nazioni del mondo. E troppo spesso nella quasi totale indifferenza. Accade così che tantissimi uomini, donne e bambini non solo debbano subire il dolore di vedersi&nbsp;<strong>negato il diritto di professare la propria fede</strong>, ma anche l’umiliazione dell&#8217;oblio. E questo è doppiamente inaccettabile, perché tacere sulla negazione della libertà religiosa equivale ad esserne complici. Noi non intendiamo farlo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due parole fanno pensare: l’umiliazione dell’oblio. Un sacerdote presente in sala si interroga a voce bassa: «Conosco l’inferno del Nicaragua&#8230; C’è una reazione della comunità internazionale? C’è un atto del Parlamento europeo? C’è una difesa a una Chiesa sotto attacco e a un vescovo condannato a ventisei anni di carcere e di cui non sappiamo più nulla? ». Dal Nicaragua al Burkina Faso. Theophile Nare è vescovo in questa piccola nazione al confine con Mali e Niger. Oggi i cristiani sono circa il 24 per cento della popolazione, raggruppati in 15 diocesi: «Dalla fine del 2015 il livello di sicurezza nel mio Paese è precipitato, i violenti attacchi Jihadisti hanno avuto conseguenze devastanti rendendo debole e vulnerabile la coesione sociale». Il vescovo racconta una escalation di terrore, di rapimenti, di omicidi. E si ferma sull’impegno della <strong>Chiesa cattolica che non abbassa la guardia</strong>: «La nostra attività pastorale non si ferma. <strong>Cerchiamo di agire per preservare la libertà di vivere, di pensare, di credere</strong>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco il senso del rapporto di Acs. Meloni lo spiega con parole nette: « Non fa analisi o ragionamenti astratti ma entra nel vivo delle persecuzioni e delle discriminazioni, nel vivo delle vittime, della loro storia, della loro vita. È un po&#8217; come una guida per tracciare una linea d&#8217;azione. Una di queste è molto chiara:&nbsp;<strong>la libertà religiosa non è un diritto di serie B</strong>, non è una libertà che viene dopo altre o che può essere addirittura dimenticata a beneficio di sedicenti nuove libertà o diritti ». C’è un mondo che soffre. E una comunità internazionale troppo spessa distratta.<strong>&nbsp;Antonio Tajani</strong>&nbsp;mette in fila altri numeri. «<strong>&nbsp;Nel mondo un cristiano su sette è perseguitato</strong>. Nell’Africa subsahariana uno su cinque, in Asia due su cinque&#8230; Difendere la libertà religiosa è una delle priorità del governo». Le dichiarazioni si accavallano. «Laddove la libertà religiosa non è garantita e persino il culto è messo in discussione, è necessario sostenere economicamente progetti di formazione, di educazione, di lavoro», ripete il cardinale Mauro Piacenza, presidente Internazionale di Acs. Poi&nbsp;<strong>Sandra Sarti, presidente di Acs Italia</strong>: «L&#8217;indifferenza ci rende complici verso chi viola il diritto di libertà».</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sala c’è&nbsp;<strong>Alfredo Mantovano</strong>, ieri presidente Acs e oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. È lui a ribadire l’impegno del governo per la libertà religiosa. Non solo quella che scuote quei Paesi in cui la persecuzione è cruenta. C’è insomma un’altra persecuzione. «Quando con provvedimenti amministrativi o con l’ostracismo mediatico viene impedito a qualcuno di parlare o di esprimere il proprio convincimento religioso o anche i convincimenti di sana antropologia che hanno alle spalle una fede religiosa vissuta coerentemente, ci si deve preoccupare come ci si preoccupa per i villaggi messi a ferro e fuoco per cristiani preda del Jihadismo». L’avvocato Yousaf Tabassum racconta il Pakistan: «Maryam Johnson è una ragazza cristiana di 11 anni e ha subito abusi sessuali da un uomo musulmano di 55. Sto seguendo il caso e vi posso dire che il comportamento della magistratura è patetico». Non serve andare avanti. Serve solo vera solidarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Arturo Celletti, <em>Avvenire</em> 23 giugno 2023)</p>
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		<title>Il direttore di Acs Italia. «Fede negata, basta silenzi»</title>
		<link>https://santuariodiscaldaferro.org/il-direttore-di-acs-italia-fede-negata-basta-silenzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Cirelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 16:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alessandro Monteduro: il quadro peggiora, ma la comunità internazionale è indifferente, la Chiesa cattolica non può essere l’unica voce a levarsi per denunciare La libertà religiosa sempre più a rischio. ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://santuariodiscaldaferro.org/il-direttore-di-acs-italia-fede-negata-basta-silenzi/">Il direttore di Acs Italia. «Fede negata, basta silenzi»</a> proviene da <a href="https://santuariodiscaldaferro.org">Santuario di Scaldaferro</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Alessandro Monteduro: il quadro peggiora, ma la comunità internazionale è indifferente, la Chiesa cattolica non può essere l’unica voce a levarsi per denunciare</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà religiosa sempre più a rischio. Sempre più sotto attacco. Sempre più violata. Nel mondo in un Paese su tre questo diritto non è rispettato. L’Africa? Il Continente più aggredito. Ma resta drammatica la situazione In Cina e in Corea del Nord». II direttore&nbsp;<strong>Alessandro Monteduro</strong>&nbsp;riflette a voce alta sull’allarme che prende forma dietro i numeri. Un quadro terribile. Persecuzioni, violenze, oppressioni e il direttore di Acs Italia scuote i potenti del mondo: «Basta sottovalutazioni, basta colpevoli silenzi. La Chiesa cattolica non può essere la sola voce, a levarsi, per denunciare».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel rapporto di Acs sono 28 i Paesi segnati con il rosso&#8230;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono i Paesi “caldi”, qui la persecuzione è altissima. Sono i luoghi più pericolosi al mondo per praticare liberamente la propria fede. Poi altri 33 Paesi sono segnati in arancione. Un colore che indica livello alto di pericolo. Sono 307 milioni i cristiani che vivono in terre di persecuzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>61 Paesi “marchiati” e in 47 di questi la situazione è peggiorata?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio così. Le comunità religiose minoritarie si trovano in una situazione sempre più drammatica; in alcuni casi sono a rischio estinzione a causa di una combinazione di azioni terroristiche, attacchi al patrimonio culturale e misure più subdole come la proliferazione delle leggi anti-conversione, la manipolazione delle regole elettorali e le restrizioni finanziarie. Ma ci sono anche comunità religiose maggioritarie perseguitate: penso a Nicaragua e a Nigeria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come reagisce la comunità internazionale a simili violazioni della libertà religiosa?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso non reagisce. Spesso si ha l’impressione che l’emergenza libertà religiosa non esista. Le conseguenze della pandemia, le sfide economiche esacerbate dalla carenza di risorse energetiche causata dalla guerra in Ucraina hanno portato a un cinico pragmatismo, una sorta di cecità e sordità selettiva, da parte dei leader occidentali. Governi che per anni si sono vantati di mantenere un «ordine mondiale basato sulle regole», non hanno più sostenuto gli standard dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi sono i persecutori?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Metto i governi autoritari. Le maggiori minacce provengono dagli estremisti islamici e dai nazionalisti etnoreligiosi. Altri persecutori che, al pari degli autocrati, hanno interesse a eliminare i leader religiosi che si oppongono al loro potere sono i gruppi criminali organizzati. In diverse parti del mondo, questi sono i governanti de-facto, in quanto hanno accesso a maggiori risorse finanziarie e a un migliore equipaggiamento militare rispetto allo Stato. Proliferano soprattutto negli Stati falliti e semi-falliti come Somalia, Libia, Afghanistan, Haiti e Siria. E con la loro azione fanno i conti anche le comunità religiose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Negli ultimi due anni Acs ha rilevato l&#8217;aumento globale del potere di governi autoritari e la</strong>&nbsp;<strong>crescente disattenzione del mondo occidentale. È così?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impunità è diventata una costante in tutto il mondo e in 36 Paesi gli aggressori sono perseguiti raramente, o addirittura mai, per i loro crimini. A questo fenomeno dell&#8217;impunità contribuisce il silenzio della comunità internazionale nei confronti di regimi ritenuti strategicamente importanti per l&#8217;Occidente, come Cina e India, che non subiscono sanzioni internazionali o altre conseguenze per le loro violazioni della libertà religiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I potenti del mondo si voltano dall’altra parte, ma c’è anche l’impegno di un esercito di persone “normali”&#8230;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un mondo che difende la libertà religiosa. Che dice no alle persecuzioni. Che vuole sapere che cosa succede. Che prega e che fa. Per aiutare quelle comunità. Per sostenere quella libertà negata. C’è un mondo che sostiene le iniziative di Acs. Che partecipa e accompagna il nostro lavoro: ogni anno oltre 5.000 progetti in 132 Paesi. Per ripetere un messaggio chiaro: ogni cosa e ogni sforzo per evitare che le violazioni della libertà religiosa si ripetano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Arturo Celletti, <em>Avvenire</em> 23 giugno 2023)</p>
<p>L'articolo <a href="https://santuariodiscaldaferro.org/il-direttore-di-acs-italia-fede-negata-basta-silenzi/">Il direttore di Acs Italia. «Fede negata, basta silenzi»</a> proviene da <a href="https://santuariodiscaldaferro.org">Santuario di Scaldaferro</a>.</p>
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